{"id":110,"date":"2021-04-12T21:46:29","date_gmt":"2021-04-12T19:46:29","guid":{"rendered":"http:\/\/new.claudiocravero.com\/?post_type=mt_portfolio&#038;p=110"},"modified":"2025-09-03T22:33:06","modified_gmt":"2025-09-03T20:33:06","slug":"la-grande-bouffe","status":"publish","type":"mt_portfolio","link":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/?mt_portfolio=la-grande-bouffe","title":{"rendered":"LA GRANDE BOUFFE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <strong><em>La Grande Bouffe<\/em><\/strong>, Claudio Cravero rilegge l\u2019Ultima Cena trasformandola in una scena sospesa, dove l\u2019assenza parla pi\u00f9 della presenza. Non ci sono pi\u00f9 i corpi dei commensali: restano tredici piatti, uguali eppure diversi, uno che si distingue come un \u201cGiuda invisibile\u201d. Ogni oggetto, muto e quotidiano, racconta il dramma del tradimento senza bisogno di figure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il coltello conficcato nel pane diventa epifania del gesto: simbolo della violenza, della fragilit\u00e0, della tensione che vibra nell\u2019attimo non mostrato ma solo suggerito. \u00c8 un silenzio che grida, come nelle tele di Francis Bacon o nelle nature morte di Chardin reinterpretate al presente. La luce, intensa e direzionale, plasma gli oggetti con profondit\u00e0 caravaggesca, alternando chiaroscuri che trasformano bicchieri, posate e pane in attori di un dramma collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto, il fiore isolato e il pitale inserito nel dittico segno di diversit\u00e0, dubbio e rottura incrinano la perfezione della tavola, introducendo uno straniamento che costringe lo spettatore a interrogarsi. L\u2019opera diventa cos\u00ec non soltanto fotografia, ma racconto di memoria: ci ricorda che l\u2019Ultima Cena, da Leonardo in poi, \u00e8 stata molto pi\u00f9 di un\u2019immagine religiosa, mito visivo, icona culturale, spettacolo del potere e della fede. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong><em>La Grande Bouffe<\/em><\/strong>, la fotografia si fa quadro, la tavola diventa palcoscenico e lo spettatore si scopre partecipe. \u00c8 un ponte tra passato e presente, tra sacro e profano, tra tradizione e sensibilit\u00e0 contemporanea. Un\u2019opera che invita a meditare sul potere dell\u2019immagine che parla senza voce, sull\u2019eterno ritorno del dubbio e del tradimento, e sulla bellezza fragile che resiste al tempo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"template":"","class_list":["post-110","mt_portfolio","type-mt_portfolio","status-publish","hentry","section-progetti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/mt_portfolio\/110","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/mt_portfolio"}],"about":[{"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/mt_portfolio"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}