{"id":646,"date":"2025-08-27T15:18:24","date_gmt":"2025-08-27T13:18:24","guid":{"rendered":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/?post_type=mt_portfolio&#038;p=646"},"modified":"2025-09-09T23:27:37","modified_gmt":"2025-09-09T21:27:37","slug":"historyofviolence","status":"publish","type":"mt_portfolio","link":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/?mt_portfolio=historyofviolence","title":{"rendered":"HISTORYofVIOLENCE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo in una societ\u00e0 che ha neutralizzato la morte, rimuovendola dallo spazio dell\u2019esperienza per relegarla nei territori anestetizzati dell\u2019intrattenimento. Secondo Umberto Galimberti, la morte \u00e8 il pensiero che fonda ogni altro pensiero: ci\u00f2 che ci costringe a pensare, perch\u00e9 ci sottrae ogni illusione di durata. Eppure, la modernit\u00e0 l\u2019ha trasformata in un\u2019ombra, un fantasma da silenziare.                                                                                                                 In questo vuoto simbolico si inserisce <em>History of Violence<\/em>, un progetto che non mostra la morte, ma la sua messa in scena, il suo simulacro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I corpi fotografati da Claudio Cravero giacciono in stanze comuni, senza identit\u00e0, senza volto. La scelta di occultare lo sguardo quel punto in cui, secondo Emmanuel L\u00e9vinas, la relazione etica prende forma non \u00e8 casuale: priva la figura della sua individualit\u00e0, e con essa, del suo diritto a una biografia. Come direbbe Hannah Arendt, \u201cla perdita del mondo\u201d inizia dalla perdita del volto, e con esso della parola, della narrazione, della possibilit\u00e0 di apparire agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In alcune fotografie compare un coltello, simbolo esplicito della violenza. Ma poi scompare. La rimozione progressiva dell\u2019arma non \u00e8 solo un gesto estetico: \u00e8 un\u2019operazione critica. Cravero elimina la causa, la dinamica, l\u2019agente. Resta solo il risultato, come in una dissezione fredda e muta. \u00c8 qui che il progetto si avvicina a Michel Foucault: non \u00e8 la violenza in s\u00e9 a interessare, ma le forme attraverso cui viene codificata, messa in scena, disciplinata. L\u2019immagine non testimonia: istituisce uno spazio di potere, e lo mette in crisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma History of Violence \u00e8 anche e soprattutto una denuncia. Una denuncia radicale e poetica contro la violenza sulle donne, che ogni giorno si consuma nei luoghi pi\u00f9 consueti, tra le mura domestiche, nel silenzio assordante della normalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"featured_media":657,"template":"","class_list":["post-646","mt_portfolio","type-mt_portfolio","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","section-progetti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/mt_portfolio\/646","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/mt_portfolio"}],"about":[{"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/mt_portfolio"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/new.claudiocravero.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}